Benvenuto nel mondo Giovanni
I saggi del marketing mi dicono che dovrei raccontare la mia storia.
Perché è particolare, emotivamente molto intensa.
Quindi, secondo la loro logica dovrei raccontare della mia vita idilliaca da zero a 18 anni.
Tra lusso e ricchezza.
Tra viaggi e divertimento.
Tra feste e momenti sublimi.
E poi, l’inferno cazzo.
Disastro economico, perdita di tutto.
Niente più risate, feste e divertimento.
Niente più viaggi, auto e ristoranti.
Niente più momenti sublimi.
I presunti amici che scappano e le persone che in un certo senso, dovevano darmi una mano, sparite in un attimo.
Oppure, 86 giorni e notti al fianco di mio padre, mentre la vita spariva dal suo corpo insieme alla ragione.
Tuttavia, perché dovrei?
Se mi sentissi in diritto di fare questa cosa, significa che sono più speciale degli altri?
Sono forse io, meglio di te che leggi?
No, niente di tutto questo.
Penso che ognuno di noi ha la sua cazzo di storia da raccontare.
Luce e ombra.
Pace e dolore.
Felicità e tristezza.
Se ci può essere una differenza tra me e te, è che tu hai la tua storia e ti basta.
E ci mancherebbe, una basta e avanza!
A me no.
Io sono ossessionato dalle storie degli altri.
Mi nutro delle vite ed esperienze di altre persone, per dare ordine e caos a quello che ho nella mente.
E poi, li trasformo in simboli.
Ho iniziato a 13 anni più o meno, non ricordo.
Storia romana, greca, filosofia.
Jung, Freud e tutti i grandi classici.
Forse è stato l’interpretazione di sogni di Freud che ha fatto scattare la scintilla.
Ho sempre scritto tanto, e lo faccio ancora, tutti i giorni a 44 anni.
Ma Jung signori e signore, diamine, lui si che mi ha incasinato la mente.
A scrivere ho aggiunto disegnare. Leggevo, immaginavo simboli e li disegnavo.
Senza uno scopo. Era un modo di vedere e capire quello che leggevo e vedevo nel mondo.
Archetipi, miti, simboli.
Lì dentro c’è tutta la sapienza, la storia e la libertà dell’essere umano.
Ora starai pensando che già in tenera età, ho iniziato a fare gioielli vero?
Bhè no, come ogni giovane rampollo ho goduto di ricchezze non mie.
Ho fatto tutte le cose sbagliate che può fare un adolescente, e mezz’uomo poi.
Fino a svegliarmi un giorno, quando tutto era finito e mi sono accorto che da quel momento dovevo cavarmela da solo.
E in quell’istante ho capito come funzionava il mondo e ho avuto successo…
Neanche per il cazzo.
Ho fatto errori giganteschi, magnifici e spettacolari.
Avevo un’abilità particolare nel farne sempre peggiori.
Nel mondo dei gioielli ci sono finito per puro caso e necessità circa 20 anni fa.
Quello che mi ha fatto innamorare non è stata la gemma preziosa, ma il significato.
Io sono ossessionato dal significato inconscio delle cose.
Perché indossi un anello? Qual è il vero motivo per cui lo fai?
Vuoi indossare davvero un anello così, oppure ne vorresti uno che racconta chi sei?
Ecco, qui è nato GV Rings.
Invece di acquistare un anello soltanto bello esteticamente, desideravo che tu indossassi un gioiello davvero tuo.
Un simbolo o multipli di esso che nascono dalla tua mente e provengono dal profondo di te stesso.
Tu immagini e io disegno.
Più facevo questo e più capivo.
Più persone incontravo e più la mia esperienza e felicità aumentava.
Le persone hanno qualcosa di importante da raccontare a se stessi e agli altri.
Qualcosa di saggio da lasciare a questo mondo.
E farlo attraverso un anello mi è sembrato il modo più elegante e delicato per farlo.
Un anello racconta senza parlare.
Come si faceva un tempo disegnando sui muri delle caverne mentre fuori c’erano predatori e tempeste.
Perché lo facevano?
Per insegnarci qualcosa attraverso il loro passaggio su questo mondo.
E allora, perché non dovresti farlo anche tu? Perché non farlo insieme tu ed io?
Ecco, se dovessi definire cosa è GV Rings , dire più o meno una cosa del genere:
Un viaggio nel proprio inconscio alla ricerca di simboli da portare in superficie e scolpirli sull’anello.
E un giorno, lasciare a questo mondo la tua storia attraverso il tuo anello.
Nella speranza che possa essere utile agli altri che stanno appena iniziando il viaggio.
Questo è GV Rings.
E questo sono io.
Perché
